Bicocca: Deserto urbano

Il quartiere Bicocca a Milano, si trova nella zona nord-est del capoluogo lombardo. Nato come un comune autonomo, fu annesso alla città di Niguarda nel 1841 ed entrò definitivamente a far parte di Milano nel 1923.
Deve la sua origine alla famiglia parmense degli Arciboldi che, intorno al 1450, costruì in quest’area la proprio dimora estiva, chiamandola proprio Bicocca degli Arciboldi, nome con il quale venivano chiamati i piccoli castelli posti però in un luogo elevato da dove dominare l’area circostante.

All’inizio del secolo scorso, questa zona diventò rapidamente il cuore della zona industriale tra Sesto San Giovanni e il comune di Greco (ora quartiere di Milano) e per molti decenni rappresentò il fiore all’occhiello dell’industrializzazione lombarda e italiana. Tra le industrie più importanti che costruirono o spostarono le loro fabbriche in questa zona, vanno ricordate la Pirelli, che trasferì i suoi impianti nel 1907, l’Ansando, la Breda e la Falck.
Gli anni ’70 però iniziarono a segnare un lento declino dell’area, dovuto soprattutto alla riorganizzazione dei grandi gruppi internazionali che diedero il via ad un graduale processo di deindustrializzazione, spostando fabbriche e impianti in altre regioni italiane e modificando l’aspetto dell’intero quartiere. A partire dal decennio successivo, quindi, si senti subito l’esigenza di un piano per riqualificare l’intera area e la Pirelli, ancora un volta, ebbe un ruolo da protagonista nella storia di questo quartiere, indicendo un concorso internazionale per la riqualifica dell’intera area che ormai superava i 300.000 km2. Nel 1988, fu proprio il Cavaliere Leopoldo Pirelli ha nominare vincitore lo studio Gregotti Associati International il cui progetto prevedeva di riconnettere l’intera area Pirelli a tutta la zona circostante, trasformandola in un punto di riferimento per tutta la città.

Nel 1991 venne ufficialmente aperto il primo corso di laurea in Agraria che fece da apripista al Polo Universitario di Milano Bicocca e il 19 gennaio 2002, venne inaugurato il Teatro degli Arciboldi con La Traviata di Giuseppe Verdi.
Nel 2005, il Progetto Bicocca poteva dirsi concluso.

Oggi “la Bicocca” rappresenta uno dei quartieri più moderni e in espansione di Milano. Oltre ad essere sede dell’Università Statale e ad accogliere uno dei teatri più importanti al mondo, ospita gli uffici di diverse aziende come Siemens, Deutsche Bank, Johnson & Johnson e Fastweb, e di centri di ricerca come il CNR e l’istituto neurologico Carlo Besta.

La caratteristica principale di tutto questa area è la diversa “densità” della popolazione che la abita nel corso della settimana. Dal lunedì al venerdì, le sue vie sono attraversate da migliaia di studenti e da centinaia di dipendenti che lavorano nelle diverse aziende e uffici, mentre nel weekend l’intero quartiere è decisamente più tranquillo. Le sue strade sono percorse dai residenti, dai pochi studenti che approfittano della tranquillità del fine settimana per studiare con calma nei cortili degli atenei e da qualche fotografo che vuole rubare qualche scatto urbano.

Armato della mia macchina fotografica, durante alcuni weekend primaverili, ho percorso le vie e i cortili della Bicocca, raccontando con le mie fotografie il silenzio e la tranquillità di un quartiere che nel corso della settimana ha un aspetto ben diverso. Personalmente sono molto affascinato da questi paesaggi al limite dell’apocalittico, come quelli che vengono raccontati ne “Il mondo dopo di noi”, il libro in cui Alan Weisman ci racconta il destino del nostro pianeta se gli uomini scomparissero all’improvviso.

Augurandomi che un’eventualità simile non si presenti mai, vi invito ad attraversare il deserto urbano della Bicocca. Buona viaggio!
(clicca sulle fotografie per ingrandirle)

 

ENGLISH
The Bicocca district in Milan is located in the north-east of the Lombard capital. Created as a separate municipality, it was annexed to the city of Niguarda in 1841 and definitively joined Milan in 1923.
It owes its origin to the Arciboldi, a family of Parma that, around 1450, built their summer residence in this area, just calling Bicocca degli Arciboldi, the name by which they were called the small castles places a high place from which they cant dominate the surrounding area.

At the beginning of the last century, this area quickly became the heart of the industrial area between Sesto San Giovanni and the municipality of Greco (now district of Milan) and for decades it represented the pride of Lombard and Italian industrialization. Among the most important industries that built or moved here their factories, we must remember the Pirelli, which moved its facilities in 1907, the Ansaldo, the Breda and the Falck.
The ’70s, however, began to mark a slow decline of the area, mainly due to the reorganization of large international groups that gave to go to a gradual process of de-industrialization, moving factories and plants in other Italian regions, changing the appearance of the whole neighborhood. So in the next decade, the city immediately feel the need for a plan to redevelop the entire area and the Pirelli, once again, played a leading role in the history of this district, launching an international contest for the redevelopment of the entire area that by now was more than 300,000 km2. In 1988, it was the Leopoldo Pirelli to appoint winner the Gregotti Associates International Studio, whose plan was to reconnect the entire Pirelli industries at the surrounding area, transforming it into a landmark for the city.

In 1991 the first degree course in Agriculture was officially opened and it made as a frontrunners to the University Campus of Milano-Bicocca. In January 19th 2002,  the Teatro degli Arciboldi was inaugurated with La Traviata by Giuseppe Verdi.
In 2005, the Bicocca project could be considered concluded.

Today the “Bicocca” is one of the most modern and expanding area of Milan. In addition to be the home of the University and to welcome one of the most important theaters in the world, it host the offices of several companies like Siemens, Deutsche Bank, Johnson & Johnson and Fastweb and research centers such as CNR and the Carlo Besta Neurological Institute.

The main feature of all this area is the different “density” of the population that lives here during of the week. From Monday to Friday, its streets are crossed by thousands of students and hundreds of employees working in different companies and offices, while on the weekend the whole neighborhood is definitely quieter. Its streets are cover by the residents, by the few students who take advantage of the quiet of the weekend to study in the courtyards of the universities and by a few photographer who wants to steal some shots of the city.

Armed with my camera, during the spring, I walked the streets and courtyards of Bicocca, telling with my photographs the peace and tranquility of a district that during the week looks very different. Personally, I am very fascinated by these landscapes almost apocalyptic, such as those that are recounted in “The world without us”, the book in which Alan Weisman tells us the fate of our planet if humans suddenly disappeared.

Hoping that such an eventuality will not ever occur, I invite you to cross the urban desert of Bicocca. Enjoy the journey!
(click on the photos to enlarge)

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4 Comments on “Bicocca: Deserto urbano

    • Beh guarda, con me sfondi una porta aperta. Secondo me, è un quartiere molto particolare, molto affollato in settimana, deserto nel weekend. Non appena ti capita di tornare a Milano, ti consiglio un giretto di sabato o domenica mattina, e naturalmente spero ti siano piaciute le mie foto 🙂

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    • No, no. Tempi molto brevi e scatto a mano libera, aspettando pazientemente che non ci fosse nessuno. Poi un po’ di lavoro in post-produzione per raddrizzare le linee, accentuare leggermente il contrasto, desaturare e mettere un filtro azzurro per creare un’immagine più fredda, come se fosse una zona abbandonata, e dar vita al progetto che avevo in mente.
      In effetti, essendo principalmente un polo universitario in estate c’è sempre poca gente. Io ho fatto questi scatti in due diversi weekend di maggio e devo dire che un po’ di movimento c’era. Ho avuto pazienza. 🙂

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